Non di solo Pane

Il cibo e l’azione del nutrire sono per l’uomo uno spazio di educazione senza paragone e senza precedenti, vista la forza e l’universalità delle loro dinamiche simboliche.

Gli uomini e le donne, attraverso l’azione del nutrirsi, hanno imparato a conoscere la loro identità: il proprio corpo, le relazioni tra di loro e con il mondo, il creato, il tempo e la storia.

Attraverso il proprio padiglione la Santa Sede intende concentrare l’attenzione dei visitatori sulla rilevanza simbolica del nutrire e sulle potenzialità di sviluppo antropologico che racchiude.

Potenzialità non soltanto individuali e private, ma molto più profondamente ed efficacemente sociali e collettive; purtroppo spesso conosciute per via negativa, come denuncia di inadempienze e di ingiustizie.

Papa Francesco lo ha recentemente richiamato: «È uno scandalo che ci sia ancora fame e malnutrizione nel mondo! Non si tratta solo di rispondere ad emergenze immediate, ma di affrontare insieme, a tutti i livelli, un problema che interpella la nostra coscienza personale e sociale, per giungere ad una soluzione giusta e duratura. […] La sfida della fame e della malnutrizione non ha solo una dimensione economica o scientifica, che riguarda gli aspetti quantitativi e qualitativi della filiera alimentare, ma ha anche e soprattutto una dimensione etica ed antropologica. Educarci alla solidarietà significa allora educarci all’umanità: edificare una società che sia veramente umana vuol dire mettere al centro, sempre, la persona e la sua dignità, e mai svenderla alla logica del profitto».

Il cibo ci consente di scoprire veramente chi siamo, se lasciamo che l’operazione del nutrire dischiuda tutte le potenzialità che contiene, come il Vangelo ci ricorda: «Voi mi cercate – dice Gesù alle folle – non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna» (Gv 6, 26s).

Solo in questo modo possiamo scoprire di essere veramente uomini: quando rispondiamo alla fame, quella vera; quando attraverso il cibo ci leghiamo tra di noi, ci mettiamo in relazione.

Il momento di comunione diventa addirittura luogo in cui Dio stesso ha rivelato la sua volontà di relazione e di comunione con gli uomini. “Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio” è una affermazione del libro del Deuteronomio (8, 3) ripresa da Gesù Cristo, nel Vangelo di Matteo (4, 4).

Proprio per contrastare la tentazione di ridurre l’uomo ai soli bisogni fisici e materiali. Allo stesso tempo per rilanciare l’idea che l’azione del nutrire, intesa in modo integrale, è lo spazio che Dio ha istituito per educare gli uomini e per incontrarli.

Nel video spot "Non di solo pane" realizzato dall'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

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