Perché l'expo

 

Da Pio IX sino a Benedetto XVI, la presenza della Santa Sede alle esposizioni internazionali documenta l’intenzione della Chiesa di prendere la parola sui temi delicati e densi di futuro che di volta in volta sono stati affrontati. Tra questi, l’organizzazione politica del pianeta, il futuro delle risorse, il tema della pace come quello delle tecnologie militari, la difesa di diritti sociali come il lavoro e il riposo, l’emergere dei nuovi attori e la trasformazione dei ruoli dentro la società.

Negli ultimi decenni le EXPO sono volute diventare luoghi di riflessione, di scoperta e di contemplazione della complessità del creato e della sua storia, dando così risalto ai temi del limite e dell’armonia tra le diverse forme di vita, sottolineando in particolare la necessità dello sviluppo di una convivenza tra i popoli sempre più profonda e strutturata.

La Santa Sede ha visto in questo mutamento da un lato la conferma dell’importanza di essere presente e prender parte ai dibattiti sulle questioni cruciali poste circa le modalità di abitare il pianeta e di custodirne il futuro; dall’altro lato ha visto in questa trasformazione la possibilità di utilizzare il linguaggio estetico, attraverso gli straordinari capolavori artistici che la fede cristiana ha saputo generare come anche facendo proprie le più moderne tecnologie della comunicazione informatica e virtuale, per proporre e far conoscere in modo inedito il proprio messaggio culturale e spirituale.

Inserendosi in questa tradizione consolidata e fruttuosa, la Santa Sede ha deciso di partecipare alla EXPO che si terrà a Milano nel 2015, dal tema “Nutrire il pianeta, Energia per la vita”.

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